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Fontana Testaccio


La Fontana di Lungotevere Testaccio, fu costruita nel 1869 sotto il pontificato di papa Pio IX Mastai (1846 - 1878) ed è dedicata allo studioso archeologo Pietro Ercole Visconti, noto per, aver portato alla luce durante i numerosi scavi, una elevata quantità di reperti in marmo utilizzati per ornare gli edifici della città.

La fontana è composta di una quinta scenografica in laterizio incorniciata da lesene e volute in travertino e ornata da festoni che sorreggono lo stemma pontificio.

La vasca della fontana non è altro che un sarcofago marmoreo dell'età imperiale del III sec. circa con la parte frontale strigliata e suddivisa in tre parti. nella parte alta, una protome leonina da cui fuoriesce l’acqua e una lapide commemorativa con la seguente iscrizione:

"PIUS IX PONT MAX EMPORII GRADIBUS / AD TIBERIM REPERTIS / MARMORUM EX ASIAE ET AFRICAE LAPIDICINIS / INGENTI COPIA QUAE DIU LATUERAT RECUPERATA / ET SACRAE URBIS SUAE ORNAMENTO REDDITA / RIPAM HANC / IN LONG PMM IN LAT PPM / XL MURO DUCTO TERMINAVIT PUBLICAVITQUE / ANNO S.P. XXIIII",

ovvero: "Pio IX Pontefice Massimo, ritrovati i gradini dell'Emporio presso il Tevere, recuperata una ingente quantità di marmi dall'Asia e di pietra dall'Africa, che per lungo tempo aveva riportato alla luce e restituita come ornamento alla sua sacra città, costruito un muro lungo 2000 palmi e largo 1040 piedi, delimitò questa riva e la rese d'uso pubblico. Nell'anno XXIII del suo Pontificato".

Durante la notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio 19992000, la fontana è stata vittima di atti vandalici, probabilmente causati più da un tentativo di furto che da un vera e propria bravata.

E' stata restituita al pubblico dopo un intenso e preciso lavoro di riassemblaggio riassemblaggio dei frammenti del sarcofago che costituisce la vasca della fontana.

Infatti, si è dovuti intervenire con perni in vetroresina di diametro variabile (3-6 mm) e reintegrazioni delle parti mancanti sbriciolate sotto la pressione di qualche strumento metallico.

Si è poi proceduto all’esecuzione di stuccature delle lacune interne e alla impermeabilizzazione della vasca interna;

Oggi grazie la lavoro di professionisti del campo, la fontata è tornato al suo splendore originale e tutti possono ammirarla passeggiando sulla sponda del Tevere che porta al Mattatoio!

   

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